Ambiente e natura
Da Brione, come da ogni paese della valle, partivano un tempo sentieri per le malghe, oggi quasi sempre trasformati in strade asfaltate. D'altronde è cambiato l'uso della montagna: da terreno di lavoro, con pascoli per le vacche e boschi per il legname, a meta di riposo. Le malghe ci sono ancora, intendiamoci, ma non tutte utilizzate. Serollo è monticata dai paesani, mentre malga Rive è in disuso ed abbisognerebbe di ristrutturazione. Malga Serodine (in Comune Catastale di Storo) è affittata a bresciani.
Ci sono poi i "prati", su cui gli abitanti del paese, con il sudore di generazioni, si sono costruiti i fienili. Planezzo e Malmarone, questi i nomi delle località in cui troviamo le maggiori concentrazioni.
Hanno una caratteristica singolare i fienili di Brione: sono quasi tutti in multiproprietà, per dirla con parola moderna. In genere un fienile è proprietà di due famiglie, però ha un unico "casenèl", il locale per la lavorazione del latte. In alcuni c'era pure un'unica cassapanca (casetta) ed un'unica scansia (cruma), divisa in parti uguali fra le famiglie. E ogni famiglia era molto gelosa dei suoi spazi, che non venivano toccati dai comproprietari del fienile.
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